Un aquilone ci salverà

Casa della pace di Parma invita alla quinta edizione del Festival della pace. Tanti appuntamenti in programma, dal 3 ottobre al 18 dicembre.

Al via la quinta edizione del Festival della Pace di Parma, organizzato dalla Casa della pace con il Comune di Parma, dal 3 ottobre al 18 dicembre.

Gli aquiloni sono a ricordarci il gioco che Israele ha vietato ai bambini palestinesi; a ricordarci che in tre anni solo a Gaza sono stati uccisi oltre ventunomila bambini e ragazzini. E tuttavia, in questo tempo, quegli aquiloni rappresentano anche una speranza.

Il Festival della Pace si apre con l’inaugurazione del 3 ottobre con diversi appuntamenti.

Alle 16.00 presso il Santuario di San Francesco del Prato verrà inaugurata la mostra “Giovanni chiamato Francesco” a cura di Angelo Antonio Falmi alla presenza del sindaco Michele Guerra e del vescovo Enrico Solmi.
Alle 16.30 arriveranno in Piazzale San Francesco i ciclisti di FIAB che avranno partecipato nella stessa giornata alla tappa parmense in bici del Giro d’Italia per la Pace.
Dalle 17.00 invece si susseguiranno i concerti di Orchestra Interreligiosa Dòsti di Brescia e di Jack Senyora, artista congo-belga, corredati da interventi a testimonianza della 4° Marcia Mondiale per la pace e la nonviolenza con Tiziana Volta, coordinatrice italiana e in ricordo di Padre Silvio Turazzi a cura dell’associazione Solidarietà-Muungano. L’evento è ad ingresso con offerta libera.

L’anno 2025 ha fatto contare ben 65 conflitti armati con il coinvolgimento diretto di Stati, segnando il record dalla seconda guerra mondiale. Viviamo un tempo in cui la guerra viene normalizzata, preparata, rifornita in armi, finanziata e il riarmo viene posto come l’obiettivo principale da perseguire; in cui sembrano scomparsi dalle agende i temi del diritto internazionale, del disarmo, della diplomazia, della cooperazione, della liberazione dal colonialismo.

C’è chi dice no. Papa Leone XIV a Parigi il 25 settembre scorso si è così espresso: “Giustizia, saggezza ed umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti, si riducano simultaneamente e reciprocamente gli armamenti già esistenti, si mettano al bando le armi nucleari e si pervenga finalmente al disarmo integrato da controlli efficaci. La pace non è un equilibrio di forze, ma si costruisce ogni giorno attraverso il dialogo e la giustizia”.

Dicono no i popoli del mondo perché quello alla pace è un diritto primario dei popoli (Risoluzione ONU 39/11 del 1984). Oltreché diritto fondamentale degli individui.

In Italia abbiamo la nettezza e la forza scritta dell’articolo 11 della nostra Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Un articolo che impegna. In coerenza il Comune di Parma da alcuni anni ha istituito l’Assessorato alla pace. Altri Comuni del Parmense sono seguiti, circa in una decina, realizzando anch’essi un Assessorato o una Delega alla pace.

Casa della pace di Parma è un buon esempio simmetrico: di come si possa agire dal basso aggregando associazioni, realizzare continuità di sensibilizzazione e impegno circa pace e disarmo, produrre prese di posizione e mobilitazioni. Ha più che raddoppiato il numero delle associazioni socie (erano sei nel 2021, alla fondazione, e ora sono quattordici), opera coinvolgendo tante ulteriori realtà associative ed enti del territorio, agisce in collegamento con la Rete Emilia Romagna pace e nonviolenza, la Rete italiana pace e disarmo e la Fondazione PerugiAssisi.

Corrispondentemente l’annuale Festival della Pace di Parma diventa ad ogni anno più ricco di iniziative, più protratto nel tempo e con l’apporto di un numero crescente di associazioni. Nella edizione di quest’anno, che ha avuto una preparazione durata diversi mesi, sono ventotto le associazioni che hanno partecipato alla definizione di iniziative e programma. Avendo un tal numero di appuntamenti non si può qui che rinviare al programma e ai comunicati che verranno inviati ad annunciare ogni evento. Un cenno particolare merita il rapporto che il Festival della pace ha costruito con le scuole superiori della Rete delle Scuole per la Pace e l’Accoglienza e gli istituti comprensivi del Tavolo per la Pace di Parma. I ragazzi e ragazze vengono coinvolti in conferenze mattutine, visite guidate alle mostre, laboratori di scrittura creativa, presentazioni di libri e incontri con testimoni. Agli studenti il Comune ad ogni edizione del Festival dedica il concorso per il “Premio Julian Assange – Riflessioni sulla libertà di Stampa”.

Pubblicato: 01 Ottobre 2026