Woman: il film

Tutte le donne del mondo in un film: dalla rete di Donne in corsa l'invito alla proiezione gratuita, giovedì 11 maggio al Cinema Astra.

Giovedì 11 maggio alle 20,30 le associazioni della rete di Donne in corsa, vi invitano al Cinema Astra (piazzale Volta 3) alla proiezione in anteprima a Parma del film WOMAN (2019).

Duemila donne raccontano il loro presente e il loro futuro. Dietro la telecamera del docu-film, ci sono la giornalista ucraina Anastasia Mikova e il fotografo ambientalista Yann Arthus-Bertrand. 

L’evento è organizzato da CSV Emilia insieme alle associazioni della Rete con il patrocinio del Comune di Parma. E’ aperto alla cittadinanza, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

L’iniziativa, nata dall’impegno delle associazioni della Rete Donne in Corsa, vuole essere un momento di riflessione, una tappa di avvicinamento all’appuntamento di ottobre con la manifestazione sportiva, per non perdere mai di vista l’obiettivo comune della tutela dei diritti e tenere sempre alta l’attenzione sul tema dell’uguaglianza di genere.

Prenotazioni con WhatsApp al numero 366. 237 6453.

Donne in corsa per l’equità di genere e la tutela dei diritti, dal 2014, porta centinaia di donne e uomini a camminare o correre nelle vie della città per sostenere i progetti del volontariato: una mattina di sport, benessere e solidarietà che ogni anno offre l’occasione per riflettere sui temi che riguardano i diritti delle donne. E’ promossa da CSV Emilia insieme ad ANDOS, APE, ACISJF Casa della Giovane, AL-AMAL, Centro di Aiuto alla Vita, Centro Antiviolenza, Famiglia Più, Futura, MOICA, Per Ricominciare e Pozzo di Sicar.


WOMAN, una recensione

Da La27esimaora del Corriere della Sera

(…) Raccontano le brutalità, gli abusi e le violenze, le umiliazioni fisiche e psicologiche, la cattiva coscienza degli uomini nei loro confronti, il ruolo di madri, figlie, mogli, le interdizioni (e le affermazioni) nel lavoro, la sottovalutazione in famiglia. Loro, le donne, interpreti del cambiamento, dei valori culturali, della comunicazione globale. Il potere maschile le ignora. Le schiaccia, le cancella.
Eppure, le 2000 donne di 50 Paesi diversi che si alternano in Woman spesso sorridono. Diretto da Anastasia Mikova e dal maestro del documentario Yann Arthus-Bertrand, è più di un semplice docu-film a tema, è un poderoso progetto/ritratto/manifesto sull’universo femminile durato una decina d’anni, pronto nel 2019, bloccato dal lockdown e dal 2 marzo nelle sale distribuito da Magnitudo Film.

Una raccolta di voci, volti, testimonianze e storie intere di sofferenza, forza interiore e speranza, divise per capitoli, in una gallery culturale di straordinaria efficacia anche narrativa. Volti davanti alla cinepresa con gli sfregi, le rughe dell’età e del dolore, i segni dei maltrattamenti e la chiarezza degli ideali. Le testimonianze di una condizione, di un progresso ancora di là dall’essere concluso, della voglia di cambiare e di pesare sul futuro. La staticità delle immagini che si susseguono in una composizione che ha un alto valore anche figurativo viene superata dalle vibrazioni del racconto individuale. Storie di maternità negata, di aborto e infibulazione, di sesso e di sessismo, botte e solitudine, di guerra, violenza e conflitto sociale, di lotta per i diritti elementari, di bullismo e fede religiosa, di tradimenti, gelosie, abbandoni. E poi, l’arrivo del ciclo, il primo amore, i corpi e la bellezza. Donne di generazioni diverse che sembrano avere tutte la stessa età, con i costumi tradizionali, le loro aspirazioni e il loro coraggio. Storie di caparbietà e autodeterminazione, di differenze mai colmate, di amore frainteso e disamore.

L’affresco di Anastasia Mikova e Yann Arthus-Bertrand va oltre lo spartiacque costituito dallo scandalo Weinstein e dal #Metoo. Riflette generazioni di sottomissioni e ingiustizie. Non ci può essere debolezza in quei volti, dicono i registi di Woman. La ricerca riguarda l’identità, il ruolo che le donne possono svolgere nel nuovo mondo. Affiorano l’imbarazzo di confessarsi, le antiche paure, i pregiudizi, gli effetti di una macchina infernale che ne calpesta l’indipendenza e la capacità di esprimersi. Alle loro spalle non ci sono sfondi posticci: il film vive di sguardi, di parole e silenzi (…)

Per saperne di più: donneincorsa.it