Vincitore di molti premi fra i quali il Pulitzer per il teatro nel 1999 e adattato per la televisione in un film diretto da Mike Nichols con Emma Thompson insignito di un Emmy Award, Wit sarà in scena dal 17 al 28 marzo Teatro Due. Per i volontari e le volontarie, il Teatro riserva un prezzo speciale con il biglietto a 10 € anziché 25. Per usufruire della promozione, è sufficiente comunicare alla biglietterie che si è volontari.
Sullo spettacolo
Wit non è una pièce sulla morte, è una pièce sulla vita. Affronta una materia densa e profonda, la malattia, ma lo fa parlando di letteratura, poesia e pietas. Torna in scena Wit, il testo di Margaret Edson vincitrice del Premio Pulitzer per il teatro nel 1999, che ha profondamente emozionato il pubblico della scorsa stagione.
Attraversando con humour l’esperienza universale della mortalità, la pièce esamina ciò che rende la vita degna di essere vissuta, la necessità delle relazioni umane, la gentilezza, la compassione e la grazia.
- Traduzione Valentina Martino Ghiglia
- con Davide Gagliardini, Valentina Banci, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Salvo Pappalardo, Massimiliano Sbarsi
- musiche Alessandro Nidi
- luci Luca Bronzo
- costumi Elisabetta Zinelli
- a cura di Paola Donati
- produzione Fondazione Teatro Due
Wit. “Arguzia”. Un approccio ironico alla realtà e un’originale connessione tra elementi antitetici. È la disposizione d’animo di Vivian Bearing, protagonista del testo, che adotta una lente originale per osservare la realtà e affrontare la sua battaglia contro il cancro: “Io so tutto sulla vita e la morte. Dopotutto sono una studiosa dei Sonetti Sacri di John Donne.”
Il dolore si riveste di ironia e indaga la lotta contro la malattia, il sistema ospedaliero, l’umanità dei medici e il loro rapporto con il corpo dei pazienti, ma anche il ruolo della poesia, della religione e della ricerca, combinando con intensità elementi apparentemente incongrui fra loro come i componimenti poetici di John Donne e la storia di una malattia oncologica.
“E morte non sarà più, virgola, Morte tu morrai… Nient’altro che un respiro, una virgola, separa la vita terrena da quella immortale”. La drammaturgia di Margaret Edson genera un impianto dove il presente della malattia e la riflessione poetica s’integrano nella spietatezza del reale, senza soluzione di continuità, come i versi di John Donne sembrano suggerire.
Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1999, Wit è un promemoria per tutti i medici e per tutti i pazienti, che problematizza il ruolo della medicina come disciplina complessa e il rapporto fra il calore dell’empatia umana con il rigore di dati scientifici e di fatti empirici.