Tre anni fa, con la scommessa molto concreta di costruire qualcosa di duraturo impastando anolini insieme a migliaia di cittadini, CSV Emilia ha messo la Protezione Civile al centro della decima edizione di Parma Facciamo Squadra. Non semplicemente per sostenerla nel lavoro quotidiano sul campo, ma per qualcosa di più ambizioso: diffondere la cultura della prevenzione e fare in modo che ogni cittadina e cittadino si sentisse parte attiva di un sistema di cura collettiva. Perché, come recitava il claim dell’edizione 2023, “Siamo tutti Protezione Civile”.
I fondi raccolti dalla campagna hanno permesso al Coordinamento Provinciale di Protezione Civile di Parma di avviare il progetto “Siamo tutti Protezione Civile” a partire dall’inizio del 2024. In tre anni di attività il progetto ha portato questa cultura nei campi estivi, nelle scuole, nelle piazze e nelle aziende di tutta la provincia. Così, i ragazze e ragazzi hanno vissuto in prima persona cosa significhi fare squadra davanti a un’emergenza. Numeri importanti, li racconta presidente del Comitato Provinciale Stefano Camin: “questa attività che portiamo avanti con grande entusiasmo, in questi tre anni ci ha permesso di coinvolgere più di 2700 giovani, 77 classi di ogni ordine e grado di scuola e di realizzare 23 campi scuola in tutta la provincia.”
E’ l’imparare facendo l’aspetto che rende questo progetto così efficace. Come ha detto Mirco Carretta, referente di Assistenza Pubblica Volontaria Borgotaro-Albareto, “non si è trattato di ascoltare lezioni frontali sulla Protezione Civile, ma di vivere esperienze: montare una tenda, usare una pompa idraulica, allestire velocemente un campo di accoglienza, simulare i comportamenti corretti durante un incendio o un terremoto, anche grazie a visori 3D che riproducono l’esperienza di una vera scossa sismica”. In un’epoca segnata dall’emergenza climatica, in cui alluvioni, incendi ed eventi estremi sono sempre meno eccezionali, saper affrontare una crisi con competenza e senza farsi paralizzare dalla paura non è un’opzione. È una necessità, e prima si impara, meglio è.
Il progetto ha saputo crescere nel tempo.Il primo anno di attività ha posto le basi. I primi campi estivi, da Borgotaro a Fidenza, da Berceto a Langhirano e Igea Marina, hanno coinvolto quasi 200 ragazze e ragazzi tra gli 8 e i 18 anni, con una particolare attenzione anche a chi veniva da situazioni familiari difficili. Al loro fianco, decine di volontari di associazioni diverse, insieme a istituzioni comunali e psicologi dell’ASL: perché lavorare con i ragazzi significa anche saperli ascoltare.
Nel 2025 il progetto si è allargato e consolidato. Già dalla primavera sono stati organizzati incontri nelle scuole di tutta la provincia, da Traversetolo a Bardi, da Salsomaggiore a Solignano, con circa 300 ragazze e ragazzi incontrati e una cinquantina di volontari impegnati. Le associazioni del Coordinamento sono entrate anche nelle aziende, con giornate di volontariato d’impresa dedicate. E a Busseto, per la prima volta, una giornata aperta alla cittadinanza ha portato il piano di emergenza comunale direttamente in piazza. I campi estivi si sono moltiplicati: Borgotaro, Tizzano, Fidenza, Medesano, Traversetolo, Lagrimone, Roccabianca, con più di 400 ragazzi coinvolti, molti alla seconda o terza esperienza. A Calestano, in collaborazione con l’associazione “Ass.ieme” e gli assistenti sociali della Pedemontana Est, per la prima volta è stato organizzato un campo dedicato a ragazze e ragazzi con disabilità: una sfida affrontata con cura e con ottimi risultati.
Nel 2026, terzo anno, il progetto è già in piena attività. In primavera i volontari hanno incontrato centinaia di ragazze e ragazzi in decine di scuole e piazze della provincia; fra loro anche i piccolissimi della scuola dell’infanzia, incantati dai cani dell’unità cinofila.
Per l’estate sono in programma nuovi campi da Colorno a Borgotaro, da Fidenza a Calestano, dove verrà ripetuta anche l’esperienza dedicata ai ragazzi con disabilità. Per chi volesse partecipare, le informazioni sono sul sito https://protezionecivileparma.it.
“Siamo tutti protezione Civile” è stato un grande lavoro di rete dove ogni da azione è emersa una dimensione corale con almeno tre associazioni presenti in ogni campo. Ventisette associazioni diverse hanno lavorato fianco a fianco, ognuna capofila nel proprio territorio ma con un obiettivo comune: consolidare un movimento provinciale che sapesse parlare con una voce sola. Il Coordinamento ha investito in attrezzature condivise —un furgone, tende, mezzi, materiale didattico, visori 3D — messe a disposizione di tutte le organizzazioni parte del Comitato provinciale di Protezione Civile, così che anche le realtà più piccole potessero organizzare campi e attività senza dover partire da zero. Attrezzature che, in caso di vera emergenza, saranno comunque pronte.
Ancora una volta, quei piccoli anolini hanno fatto fare tanta strada grazie all’impegno dei volontari di Protezione Civile, tante realtà diverse impegnate su soccorso sanitario, assistenza alla popolazione, antincendio boschivo, rischio idrico, operatività fuoristrada o subacquea, ricerca cinofila e cucina in emergenza. Tantissimi fronti diversi e complementari, per un universo articolato di passioni e competenze, sempre pronto ad attivarsi in caso di bisogno. “I campi” – ha aggiunto il presidente di Munus Paolo Andrei – “sono esperienze dove si vive il senso dello stare insieme che educano i ragazzi non solo al sapersi comportare in situazione di emergenza ma soprattutto alla condivisione, all’accettazione dell’altro con le sue caratteristiche, all’impegno per gli altri”
Ogni cittadino può e deve essere parte attiva di questo sistema, imparando a valutare i rischi, contribuendo a rafforzare l’efficacia del lavoro di prevenzione, gestione e superamento delle emergenze. Ed era questo il vero cuore del progetto “Siamo tutti Protezione Civile”: educare a una cultura di protezione civile per imparare a sentirsi responsabili del mondo che ci circonda. E in questi tre anni lo abbiamo dimostrato.
A chiusura, Arnaldo Conforti, direttore di CSV Emilia ha ringraziato tutti i volontari i cittadini che hanno donato e i compagni di viaggio di sempre, Fondazione Cariparma, Barilla, Chiesi Farmaceutici, Conad Centro Nord e Munus, Fondazione di Comunità di Parma, garante della gestione dei fondi.