Ciac sul Decreto scuola

“Operazione elettorale che punisce i bambini e le loro famiglie invece di integrarli” L’associazione prende posizione ribadendo che la scuola pubblica è un pilastro della democrazia.

Comunicato stampa

Il decreto sulla scuola approvato ieri dal Consiglio dei ministri è una misura demagogica, che sfrutta la paura del diverso per raccogliere consenso elettorale sulla pelle dei bambini stranieri e delle loro famiglie — e lo si vede già da come lo Stato tratta chi, l’italiano, lo vuole davvero imparare.

La sproporzione tra ciò che il decreto proclama e ciò che lo Stato è realmente disposto a mettere in campo è la prova più evidente del suo carattere propagandistico. Lo dimostra quanto già accade con i CPIA: a fronte dell’obbligo, per il permesso di soggiorno di lungo periodo e per la cittadinanza, di dimostrare determinati livelli di italiano, l’offerta di corsi non riesce a soddisfare la domanda. Solo in Emilia-Romagna, nell’anno scolastico 2024/25 sono state presentate circa 45.000 domande di iscrizione ai 12 CPIA regionali, a fronte di circa 8.000 persone in lista d’attesa. Un diritto che la legge impone diventa così, di fatto, inaccessibile. È la Repubblica, secondo l’articolo 3 della Costituzione, ad avere il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza reale. Non il singolo cittadino quello di procurarseli da solo.

L’integrazione non si costruisce per decreto, imponendo limiti di partecipazione. Si costruisce coinvolgendo le comunità. Lo vediamo ogni giorno nella scuola di italiano di Ciac, frequentata da centinaia di persone migranti di ogni livello, dove l’apprendimento della lingua si intreccia con un lavoro di cittadinanza attiva: si scopre il territorio, si impara facendo insieme cose concrete, si capisce come funzionano i servizi e le attività della città. È così, dentro esperienze condivise, che le persone entrano davvero in una lingua nuova — non perché costrette da una sanzione.

Ma il terzo settore non può sostituirsi allo Stato nel garantire un diritto costituzionale. La scuola pubblica è un pilastro della democrazia: va rafforzata, non piegata a un uso strumentale delle paure delle persone.

 www.ciaconlus.org

Pubblicato: 01 Ottobre 2026