Comunicato stampa da Casa della Pace di Parma
“5,7 km di grida nel silenzio” è il nome di un progetto tessile collettivo nato per commemorare gli oltre 21.000 bambini palestinesi uccisi a Gaza. Un nastro per ricucire l’infanzia strappata dalla guerra e attraverso l’arte trasformare il dolore in testimonianza. L’iniziativa ha visto l’adesione di centinaia di volontari provenienti da tutta Italia, tra artisti, artigiani tessili, associazioni, collettivi e cittadini. È un’opera di memoria collettiva, frutto di una partecipazione così ampia da essere difficile da quantificare, che intende farsi simbolo tangibile di un lutto universale.
L’installazione è stata ideata da Cristina Pedrocco e Elena Gradara ed è promossa da Casa della Pace e Comune di Parma in collaborazione con Comunità Palestinese di Parma.
Già presentata a Parma in aprile, viene proposta nuovamente fino all’1 novembre presso l’Oratorio di San Tiburzio in Borgo Palmia 6/A.
Gli orari di apertura saranno dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19, mentre la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Un nome è identità: ci distingue, dice “eccomi, sono io”. Un nome è riconoscimento: quando qualcuno ti chiama, tu esisti. Un nome è memoria: quando resta, tiene viva la traccia di una vita. Un nome è storia: custodisce radici, origini, legami. E un nome è presenza: anche dopo la morte, pronunciarlo significa riportare qualcuno nel mondo. Questo progetto nasce dalla consapevolezza che non è possibile chiudere gli occhi. L’arte, quando si origina dal dolore e dalla partecipazione, diventa un linguaggio di resistenza.
Ogni venerdì, sabato e domenica alle 18.00 al silenzio assordante dei nastri si uniranno testimonianze, musica e lettura di poesie per Gaza.
L’evento, a offerta libera, è organizzato a cura di Casa della Pace all’interno di Festival della Pace 2026 con il contributo di Fondazione Cariparma.