Una volta all’anno, nella vallata ai piedi del Castello di Bargone, attorno alla Casetta nel Bosco, prende vita un villaggio fatto di giovani adolescenti che montano tende, docce e bagni da campo per condividere una intensa settimana insieme ai ragazzi dell’associazione Fiori Celesti, ente che si occupa di inclusione sociale.
I giorni scorrono immersi nel lavoro in natura, nella convivialità dei pasti e nella scoperta della cultura zen. Tra qualche origami venuto male, le dita nere d’inchiostro per la calligrafia giapponese e i “bizzarri” esercizi di meditazione e yoga cinese, le risate e il buon umore non mancano mai.
Nel villaggio ognuno ha un ruolo. Sotto l’occhio vigile del monaco zen Carmine Shinkō De Rosario e di sua moglie Manuela Fiscarelli, e grazie al prezioso aiuto dei volontari dell’associazione, le differenze di ciascuno vengono combinate con sapienza, trasformandosi in una risorsa per tutti. Come direbbe il maestro zen Fausto Taiten Guareschi: «Siamo tutti abilmente diversi».

In questo spazio protetto ogni persona è importante, ogni peculiarità è valorizzata. Nelle grandi città rischiamo di essere identificati da un codice fiscale; fare inclusione sociale, qui, significa invece ritornare alle forme più autentiche e archetipiche di vita comunitaria. Come scriveva Charles Péguy: «La città passa, il villaggio resta».
In questo caso non resta neanche il villaggio, finito il Campo tutto viene rimosso, come in un mandala non resta niente, se non dei fili d’erba schiacciati, un calzino dimenticato steso su un cespuglio e, soprattutto, l’esperienza del villaggio nel cuore. Furusato direbbero i giapponesi, la nostalgia del villaggio natio, la nostalgia dell’originaria pienezza umana, bussola per il ritorno a casa di ciascuno.
Il campo rientra nel programma di campi di Volontariato che ogni anno CSV Emilia dedica ai ragazzi dai 15 anni in su, in collaborazione con le associazioni del territorio.