La Penny Wirton all’Ulivi

Studenti e studentesse dell’Ulivi e del Romagnosi hanno accompagnato i loro coetanei in un percorso di apprendimento dell’italiano. Un’esperienza in cui tutti hanno imparato qualcosa.

Quest’anno la Penny Wirton è arrivata al Liceo Ulivi, dove studenti e studentesse, insieme ai compagni del Liceo Romagnosi, hanno insegnato l’italiano ai loro coetanei, giovani richiedenti asilo. Un anno scolastico speciale, fatto di incontri, scambi e nuove relazioni, in cui ciascuno ha potuto ricevere e dare qualcosa.

Il progetto è nato dal Centro Interculturale di Parma, in collaborazione con CSV Emilia, ed è partito lo scorso novembre.

Ogni settimana un piccolo gruppo di ragazze e ragazzi si è messo in gioco con entusiasmo. Il risultato emerge chiaramente dalle parole dei giovani “docenti”, raccolte durante la festa conclusiva del percorso.

“È stata un’esperienza molto bella perché non era solo una scuola di italiano, come pensavamo all’inizio. È stato un vero scambio che ha permesso anche a noi di imparare: non solo altre lingue, ma anche modi di fare e modi diversi di leggere il mondo”.

“Ho provato molta soddisfazione nel vedere che, da un incontro all’altro, i ragazzi imparavano davvero. Mi è piaciuto vedere l’impegno e constatare che ci sono stati risultati concreti”.

“All’inizio è stato un po’ difficile spiegare le regole grammaticali, ma siamo usciti dall’impasse grazie a quei ragazzi stranieri che conoscevano meglio l’italiano oppure parlavano arabo o altre lingue ponte. Grazie a loro siamo riusciti a capirci”.

La Penny Wirton, per scelta metodologica, non ha classi, non ha voti, non ha registri né burocrazia. In aula imparare diventa più semplice e naturale: tutto si gioca nella relazione uno a uno, in un clima di amicizia, fiducia e grande disponibilità, con percorsi spesso da costruire insieme.

Forse anche per questo l’esperienza ha funzionato particolarmente bene con un gruppo di adolescenti.

In questi anni la scuola Penny Wirton, nella sede di via Bandini 6, ha aiutato decine di persone straniere a sentirsi parte della comunità. Conoscere la lingua, infatti, è il primo passo per abbattere i muri e accedere a nuove opportunità di integrazione.

Pubblicato: 17 Aprile 2026