Totale contrarietà allo svolgimento della Fiera EOS, fiera della caccia e del tiro, è stata espressa dalle associazioni Legambiente, LIPU e WWF. La posizione è emersa nell’incontro “Una fiera da cacciare” promosso assieme al “Coordinamento contro la fiera delle armi”.
Ha introdotto l’incontro Enrico Ottolini, consigliere comunale Europa Verde: “La Fiera EOS è una fiera dove le armi sono il comune denominatore. In un’assemblea gli assessori Lavagetto e Jacopozzi hanno spiegato che è una scelta delle Fiere, a cui il Comune non può opporsi. È una posizione deludente, il Comune è socio delle Fiere e dovrebbe esprimersi in tal senso”.
“Una fiera che ha i produttori di armi come protagonisti è riprovevole in un momento come questo in cui il mondo brulica di guerre, come non si vedeva da tempo. – ha detto Rolando Cervi, presidente WWF Parma – La questione della caccia è un po’ rimasta sullo sfondo. L’uso venatorio delle armi è considerato “buono” ma il tema non è trascurabile. È pretestuoso il taglio netto tra uso venatorio e uso personale, la preponderanza è di persone over 65 anni. Ma la lobby è molto attrezzata a livello mediatico e fa godere la caccia di un buon nome”.
“Sarebbe ora di liberarci dalla caccia come servizio pubblico. – ha proseguito Cervi – Non c’è nessuna evidenza che la caccia serva per la salvaguardia di biodiversità. Basterebbe guardare i numeri dei cinghiali. E infine: negli ultimi dieci anni la caccia ha ucciso 240 persone, in modo accidentale. Già solo questo dovrebbe spazzare via tutta la retorica a favore della caccia”.
“Il disegno di legge Malan – ha attaccato Chiara Bertogalli, presidente di Legambiente Parma – è per ora sepolto dagli emendamenti ma sappiamo che la maggioranza in parlamento ha i numeri per approvarlo, è un segnale: liberalizza tempi, luoghi e modi dove la caccia si può svolgere. Questa Fiera fa del green washing: pitturiamo le armi come elemento di svago e il pericolo è una graduale strategia di accettazione sociale delle armi.
“Vorrei ricordare tra le altre cose – ha proseguito Bertogalli – il DDL Malan liberalizza il visore termico per la caccia agli ungulati. È l’apertura ad altri usi. Il visore termico consente la caccia di notte, proprio nelle ore in cui si muove la fauna selvatica, il che li rende più facilmente cacciabili.
Inoltre liberalizza la braccata, sulla neve e in spiaggia e rende il parere di Ispra non più necessario”.
“C’è anche un impatto sociale che a mio avviso è molto trascurato – ha aggiunto la presidente di Legambiente – perché passa attraverso la caccia. Uscire nei boschi per la pratica del bath forest, andare a funghi, correre, i fotografi naturalisti, ma anche chi fa lavori in campagna, significa rischiare di essere una vittima accidentale di cacciatore. In moltissimi altri ambiti non sarebbe accettato questo tasso di mortalità. L’opinione pubblica non insorge. Sono piccoli cambiamenti che permettono di normalizzare l’uso delle armi”.