Accolti ma solo sulla carta

In un comunicato stampa, CIAC denuncia la situazione dei richiedenti asilo. Accolti solo sulla carta, ma abbandonati in strada: TAR di Parma boccia la prassi della Prefettura: “Assistenza immediata”

Parma, 26 marzo 2026

Non basta un foglio di carta per garantire un diritto. Il TAR di Parma, con l’ordinanza n. 103/2026, ha censurato duramente la prassi della Prefettura di riconoscere formalmente il diritto all’accoglienza ai richiedenti asilo senza però fornire loro un posto letto, cibo e assistenza.

Da mesi, molti richiedenti asilo a Parma vivono in un limbo assurdo: la Prefettura accoglie la loro domanda ma rimanda l’ingresso nelle strutture a data da destinarsi, giustificandosi con la mancanza di posti o con priorità dettate dal “Decreto Cutro”. È la categoria degli “accolti ma non accolti”: persone che hanno diritto all’assistenza per legge, ma che di fatto restano invisibili e senza un tetto.

Il Tribunale Amministrativo ha stabilito che la mancanza di posti o le difficoltà organizzative non possono essere usate come scusa per negare la dignità umana. Nell’ordinanza si legge chiaramente che l’Amministrazione ha l’obbligo di attivarsi immediatamente, anche con soluzioni temporanee, per garantire i livelli minimi di assistenza. Il concetto chiave è che “i diritti non possono aspettare i tempi della burocrazia”. Il TAR ha quindi ordinato alla Prefettura di Parma di provvedere subito a rendere effettiva l’accoglienza per i ricorrenti.

Questa importante vittoria legale è il frutto di un lavoro corale: l’Avvocato Calogero Musso ha seguito fin dal principio la procedura legale, riuscendo a presentare ricorso per diverse persone che sono state costantemente supportate e accompagnate nel loro percorso dagli operatori di CIAC.

“L’azione legale condotta interpreta perfettamente la tutela necessaria in un contesto in cui vengono messi in discussione i diritti – dichiara Michele Rossi, Direttore di CIAC – È una vittoria che ribadisce un principio fondamentale: lo Stato non può fare promesse a vuoto. Il nostro impegno ora è garantire che questa decisione venga applicata e che nessuna persona sia più lasciata in strada con un provvedimento di accoglienza inutile in tasca”.

La battaglia legale prosegue: il Tribunale ha già fissato l’udienza pubblica per il 16 settembre 2026. In quel contesto verrà discussa la richiesta di risarcimento del danno per i giorni passati ingiustamente senza assistenza.

“Non resteremo a guardare mentre i diritti vengono calpestati – conclude CIAC – Saremo sempre al fianco delle persone migranti per denunciare ogni ingiustizia e pretendere il rispetto della legge, anche attraverso dei ricorsi, diritto negato per diritto negato, unica risposta ad un sistema che mira a segregare e punire i cittadini migranti. Questa sentenza è un richiamo alla responsabilità per tutta la nostra comunità. Invitiamo la cittadinanza a mantenere alta l’attenzione: il rispetto dei diritti di tutti e tutte è l’unico fondamento possibile per una società che si dice davvero democratica”.

www.ciaconlus.org

Pubblicato: 01 Aprile 2026