Riceviamo il comunicato da Casa della Pace Ets e volentieri lo pubblichiamo:
Parma è fiera del disarmo e della nonviolenza
Sabato 28 marzo al mattino e domenica 29 marzo per l’intera giornata, piazza Garibaldi, Parma
Parma è Città che col suo Comune dagli anni ’70 ha sostenuto l’obiezione di coscienza al militare,che negli anni ’90 prima in Europa ha realizzato l’asilo per i disertori dell’ex Jugoslavia, che ha aderito a Mayors for Peace e ad Italia Ripensaci! per l’eliminazione delle armi nucleari, che è parte del Coordinamento Enti locali per la pace, fin dalla fondazione, il cui sindaco si è impegnato a promuovere l’economia disarmata, che sostiene le campagne contro le guerre e ogni anno realizza il festival della pace, che ha assegnato al dottor Franco Masini di Emergency il premio Sant’Ilario, che ha deliberato il riconoscimento dello Stato di Palestina e l’interruzione dei rapporti con le aziende implicate nelle operazioni in Gaza e in Cisgiordania. Potremmo citare altre scelte ancora in coerenza e che nell’insieme costituiscono identità, e fierezza, del Comune e della Città di Parma.
Saremo in piazza con tante associazioni. In tanti a proseguire in questi impegni. Chiamiamo i cittadini a partecipare.
Parleremo di denormalizzazione della guerra e di economia disarmata, distribuiremo i moduli per la dichiarazione individuale di indisponibilità a partecipare a guerre e alla loro preparazione, proporremo il servizio civile e la campagna Basta complicità per l’interruzione dei rapporti economici con Israele, presenteremo la raccolta firme alla proposta di legge per la difesa civile non armata e nonviolenta. Ricorderemo la pastorale Cei che chiede di Educare a una pace disarmata e disarmante. Illustreremo la campagna Basta favori ai mercanti di morte per impedire che il governo svuoti la legge 185/90 che controlla l’export di armi e la campagna di pressione contro le banche che sostengono il business degli armamenti. Saranno presentate le attività per la pace che stanno coinvolgendo molte scuole anche di Parma. Denunceremo il folle incremento di spese militari. Chiederemo che l’Italia condanni il genocidio in Palestina e le guerre illegali contro Iran e Libano e non conceda agli Usa l’utilizzo delle basi nel nostro Paese. Chiederemo il rispetto del diritto internazionale, dell’Onu, della Costituzione italiana. Ci sarà spazio anche per letture, canti e cori.
Dalle città dell’Emilia Romagna arriveranno le associazioni della Rete regionale pace e nonviolenza.
